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MarteS - Museo d'Arte Sorlini

Una straordinaria collezione privata con oltre 150 dipinti di scuola veneziana e veneta allestita nella splendida cornice di una grande dimora seicentesca a Calvagese della Riviera. Oltre a opere di Bellini, Savoldo, Tiepolo, Ricci, Guardi, Canaletto, sono rappresentati artisti fondamentali per comprendere lo sviluppo delle arti figurative della Serenissima. Gioiose scene mitologiche, episodi tratti dal Vecchio Testamento, paesaggi. La preferenza per una pittura luminosa, allegra e dai toni squillanti ha guidato le scelte di Luciano Sorlini per la sua personale collezione oggi offerta al godimento di tutti.

Sorlini, affascinato dal mondo dell’arte, ha indirizzato la propria curiosità verso la pittura antica, preferendola a quella contemporanea, nonostante lo spiccato interesse per il design moderno.
Il periodo in cui comincia ad acquistare sono gli anni Settanta del secolo scorso, quando le arti veneziane vengono definitivamente riscoperte dal mercato antiquario internazionale e si intensificano gli eventi espositivi che approfondiscono la conoscenza delle arti della Serenissima.
È in questo periodo che Luciano Sorlini incontra Egidio Martini (1919-2011), studioso di pittura veneziana del Settecento, ma anche restauratore, collezionista lui stesso.
Alcune opere giunsero inizialmente a Sorlini proprio su suggerimento di Egidio Martini, sino a quando Luciano, affinate le conoscenze e spronato da un istinto innato verso la qualità, divenne autonomo nelle scelte.
La Collezione Sorlini è votata al Settecento veneziano e riflette precisamente gli interessi del “Signor Luciano” (come veniva chiamato da tutti): i dipinti giungono inizialmente per completare gli arredi delle sue residenze, prima fra tutti il palazzo veneziano sul Canal Grande detto “Grimani dall’Albero d’oro” in Campo San Polo.
Oltre ai grandi nomi -Tiepolo, Ricci, Guardi, Canaletto, Rosalba Carriera- sono rappresentati i pittori non così noti, ma fondamentali per la comprensione complessiva delle arti figurative della Serenissima: Pittoni, Diziani, Molinari, Bellucci, Fontebasso e molti altri.

L’accortezza dell’imprenditore bresciano era alimentata da un saldo buonsenso che gli impediva di puntare ad artisti “troppo di moda”. Asseriva che con i denari necessari per un Canaletto mediocre preferiva di gran lunga portarsi a casa capolavori di artisti meno contesi dal mercato, ma certamente più appaganti.
Quindi la pittura del Settecento veneziano e soprattutto la pittura di figura: gioiose scene mitologiche, episodi tratti dal Vecchio Testamento. Totalmente assente la natura morta, non numerosi i ritratti, ai Vedutisti preferì il paesaggio in senso lato.
E’ quindi la pittura luminosa, allegra e dai toni squillanti che piace di più a Luciano Sorlini, specialmente nella prima fase delle sue ricerche.
È dalla fine degli anni Novanta che si avverte un cambiamento, quando cioè giungono nella Collezione opere apparentemente inaspettate: la Madonna di Giovanni Bellini (Venezia 1430-1516) è il caso più eloquente. Si tratta di un dipinto di alta epoca, di un prestigioso autore, davanti al quale Luciano Sorlini ebbe un soprassalto, motivato anche dalla possibilità di poterla acquisire.
Altro “colpo” eccezionale fu l’acquisto del ciclo di 6 grandi teleri di Gianantonio Guardi (Vienna 1699-Venezia 1760).
Contestuale a questo cambiamento è la scelta di istituire un ente cui affidare il mantenimento della propria collezione: la Fondazione Luciano Sorlini.



MarteS - Museo d’Arte Sorlini

Piazza Roma, 1
Calvagese della Riviera (BS)
Tel. +39.030.5787631
info@museomartes.com
prenotazioni@museomartes.com

 


 

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